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23 aprile un viale per Giorgio Lungarotti, la voce umbra del vino

Torgiano, sede dei vigneti, dell'azienda e dei musei annessi del vino e dell'olio, ricorda l'imprenditore umbro intitolandogli la via maestra d’accesso alla cittadina


Il 23 aprile alle ore 17 dopo una breve cerimonia in ricordo del Cavaliere del Lavoro Giorgio Lungarotti verrà scoperta la targa che darà il nuovo nome alla via maestra d’accesso a Torgiano.
Nato a Torgiano nel 1910, laureatosi presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia con tesi in viticoltura, fin dagli anni più giovani aveva iniziato ad occuparsi dell’Azienda Agraria di famiglia.
Agricoltore d’avanguardia, fin dagli anni trenta introdusse colture e tecniche innovative, supportando i forti investimenti agricoli con una parallela attività nel campo petrolifero.
Egli ha svolto l’attività di imprenditore agricolo con impegno e passione, specializzandosi in molteplici settori lungo il percorso che lo ha portato a fare del vino il fulcro delle sue attività: da allevatore e selezionatore di bestiame (bovini, equini, suini) a frutticoltore ed orticoltore (inviando per anni i propri prodotti ai mercati del centro Italia) e da selvicoltore e pioppicoltore (avvicendando i terreni lungo le rive del Tevere con oltre 50.000 pioppi in coltura specializzata) a viticoltore - attività a cui in questi decenni si è dedicato con infaticabile energia in relazione all’azienda di trasformazione enologica da lui fondata.
Molto attento alla salvaguardia dell’ambiente, ha curato con passione la tutela del paesaggio e della natura conscio della importanza di garantire continuità e qualità della vita: nel 1990 aveva calcolato che, dal 1935, egli aveva messo a dimora oltre 2.000.000 piante tra olivi, viti, pioppi, alberi da frutto, pini, cipressi, ecc., e molti ancora ne avrebbe piantati..
Negli anni in cui si profilava in Europa la “rivoluzione enologica”, forte della vocazione e tradizione vitivinicola del suo ambiente e intuendo lo sviluppo dei consumi verso prodotti di qualità, iniziò la trasformazione viticola del territorio Torgianese. Nel 1962 infine, riunendo le aziende dei diversi nuclei familiari, fondò la Cantine Lungarotti S.p.A.
Una politica di produzione unicamente volta alla qualità in seno ad un’azienda in espansione grazie al continuo reinvestimento degli utili e uno sguardo sempre volto al futuro hanno fatto di lui il leader naturale dell’enologia umbra. La notorietà della cantina infatti ha dato forza ad una intera regione, spronando altri a produrre o a migliorarsi, perché più forte fosse la voce umbra del vino.

Dal 1968, grazie al suo impegno, la zona di Torgiano ricevette la D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata) e nel 1990 la D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) e molto si adoperò per attirare, senza averne alcun interesse diretto, l’attenzione della Commissione DOC anche verso il Sagrantino perché anche questa zona potesse ricevere la Denominazione. Anche a detta della più qualificata stampa mondiale del settore, è proprio Giorgio Lungarotti che ha collocato l’Umbria nella mappa enologica mondiale.
Curando la coltivazione di 300 Ha. di vigneto specializzato e con una cantina dalle più aggiornate tecnologie enologiche, Giorgio, insieme alle figlie Teresa (Severini), enologo, dal 1979 e a Chiara (agronomo viticolo) dal 1994, ha firmato la produzione di vini di alta qualità. Maria Grazia, sua moglie, è stata la compagna ideale in una sfida così importante come quella da lui intrapresa: storica dell’arte, attenta alla qualità, alla cultura e alla storia dell’uomo, ha assicurato un grande valore aggiunto ai prodotti: quello culturale. Insieme hanno fatto di Torgiano un polo culturale unico: non solo attraverso un’immagine di alta qualità, ma soprattutto con la realizzazione del Museo del Vino e in seguito del Museo del Vino e dell’Olio. Entrambi musei multipli che comprendono varie e preziose collezioni d’arte, frutto di una passione comune a lei e a Giorgio, nel desiderio non solo di valorizzare le produzioni agricole locali, ma soprattutto di diffondere la cultura del vino e dell’olio come quella delle civiltà che ne sono state caratterizzate.
I prodotti Lungarotti sono considerati tra i vini –ed olii extravergine - italiani più qualificati e sono presenti nei mercati mondiali più importanti. Giorgio infatti affrontò l’export, e quindi la differenziazione dei mercati, già nei primissimi anni ’70, con lungimiranza.
Alla sua morte è divenuta amministratore unico la figlia Chiara Lungarotti, con la direzione del gruppo divisa tra le due sorelle.

Nelle varie e molteplici attività promozionali volte a collocare Torgiano in un circuito turistico internazionale, Giorgio Lungarotti ha inoltre ideato, con il sostegno della moglie, una serie di strutture volte a richiamare un turismo specializzato e di élite, realizzando nel 1978 una struttura ricettiva costituita da albergo a 5 stelle, ristorante e centro congressi – Le Tre Vaselle – con il restauro di molteplici edifici del vecchio borgo fortificato medioevale. Ad essi seguirono l’Agriturismo Poggio alle vigne, la bottega d’artigianato La Spola, l’Osteria del Museo il Museo dell’Olio e dell’Olivo. Dichiarava con orgoglio di aver il mal della pietra, e ridare vita a costruzioni cariche di storia lo affascinava. Così come la terra.

Nel credo che storia e tradizioni locali hanno grande valore di testimonianza e aiutino a distinguere i percorsi futuri, ha voluto anche rivitalizzare una antica Confraternita, quella dei Tavernieri e Vignaioli della Comunità di Torgiano, risalente agli Statuti Comunali perugini del XIV secolo. E così, anche l’aggregazione di fedeli sostenitori del territorio.

E al territorio di Torgiano - del quale era stato anche sindaco repubblicano nel dopoguerra e che tanto amava - ha dedicato la sua vita, condividendo questi suoi fondamentali con la famiglia e con i collaboratori. Nel 1990 Giorgio Lungarotti, per i suoi meriti, era stato insignito della massima onorificenza della Repubblica Italiana, il Cavalierato del Lavoro.
Nel 1999, ancora nel pieno della sua attività la sua scomparsa. Oggi, con l’intitolazione della via d’accesso al borgo di Torgiano si vuole dar merito ad un viticoltore lungimirante e al suo fare.



(22-04-2010 14:53)



 
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