Grifa: ai vertici del settore cartotecnico


Intervista a FABRIZIO FABBRI, Grifa srl, Città di Castello PG
www.grifa.it - e mail: info@grifa.it

Progettazione innovativa, materiali di qualità ed una tecnologia produttiva d'avanguardia sono i principali punti di forza. Un unico obbiettivo: la soddisfazione del cliente.
La Società Grifa, nata nel 1967 come scatolificio per la lavorazione artigianale di astucci e scatole da regalo, è oggi una s.r.l. che conta circa 50 dipendenti, occupa con i suoi stabilimenti una superficie di circa 10.000 mq ed offre ai suoi clienti la possibilità di realizzare un'ampia gamma di prodotti, dai semplici astucci alle più complesse isole di vendita. Incontriamo Fabrizio Fabbri, direttore della società scelta, oggi, dai nomi eccellenti del mercato nazionale, non solo per la sua lunga esperienza ed un personale sempre più qualificato, ma anche e soprattutto per la capacità di progettare articoli cartotecnici sempre più complessi ed innovativi.

Ci racconti la sua storia di imprenditore: come si è ''formato'' ? Qual è il motivo di questa scelta? Quali difficoltà ha incontrato?
Ho iniziato oltre vent'anni fa a 21 anni, parliamo del 1982/83; già mio padre si occupava di questo settore ed io ho voluto seguire le sue orme entrando nell'attività di famiglia.
Ho fatto la classica gavetta iniziando dal magazzino e passando poi al laboratorio; cercando di conoscere a fondo e in modo diretto i problemi dell'azienda per poterli gestire meglio in seguito. E' stato duro trovare una dimensione all'interno dell'azienda che è una società al 50% di partecipazione con un altro socio.
E' stato fondamentale partire dal basso; questo mi ha reso particolarmente sensibile alle problematiche specifiche di ogni settore a tutti i livelli di questa attività.
Nel tempo sono cresciuto professionalmente ed ho potuto aggiornare le carenze della vecchia gestione di mio padre che in parte andavano modificate anche per il cambiamento dei tempi e dei mercati.
Ora mi trovo a gestire un'azienda a cui ho dedicato il mio tempo e le mie energie riuscendo a farla crescere fino a conquistare una posizione di rilievo nel settore cartotecnico.
Nella nostra zona questo settore è in grande evoluzione ed è considerato uno dei comparti principali; è stato fondamentale il supporto logistico di tante piccole attività collaterali alla nostra: aziende tipografe artigianali con le quali abbiamo creato una rete produttiva.
Alcuni dei nostri clienti sono nomi eccellenti a livello nazionale: Ferrero, Palmolive, Manetti & Roberts; aziende leader del mercato che ci hanno scelto grazie alla nostra pluriennale esperienza nel settore, alla nostra serietà nel rispettare le consegne, alla qualità del nostro lavoro. Abbiamo saputo imporci per affidabilità e competenza.

Quale, secondo lei, è il fattore decisivo, ''la chiave'' per il successo? Quali i punti di forza del vostro prodotto e della vostra strategia aziendale?

Sicuramente è importante una buona rete commerciale ben organizzata con venditori in gamba. Ci vuole però soprattutto grande, grandissima attenzione alle esigenze del cliente, e la capacità di risolvere tempestivamente i problemi che, di volta in volta, vengono sottoposti. Probabilmente noi abbiamo puntato e investito, prima di altri, nel settore della progettazione e questa è stata la nostra forza. Siamo in grado di offrire al cliente un pacchetto completo, ciò di cui, a volte, ha forte bisogno.
In pratica, noi non offriamo semplicemente la produzione della scatola o dell'espositore, ma progettandoli, curiamo l'immagine del cliente che voglia uscire nel mercato con una confezione innovativa.
Il cliente arriva con un'idea, spesso molto vaga; il nostro ufficio tecnico, lavorando su CAD, disegna, taglia e manda in produzione un oggetto finito, in brevissimo tempo.

Un suo messaggio per i giovani; per gli studenti e per i giovani imprenditori. Come si pone nei confronti della formazione giovanile? In che misura si muove la sua azienda in questo senso?

La scuola è molto lontana dal mondo imprenditoriale, da delle ottime basi ma non è legata alla realtà; i giovani dovrebbero cercare di superare questo divario. Ai giovani imprenditori raccomando dedizione, tempo e impegno. Il mestiere di imprenditore non si legge nei libri, si acquisisce esclusivamente con l'esperienza. Per poter imparare bisogna sbagliare, pagare personalmente i propri errori e questo accresce l'esperienza e la professionalità.
Noi accogliamo studenti che vengono a visitare l'azienda e, saltuariamente, accettiamo ragazzi in stage; è difficile, però, per i ragazzi riuscire ad entrare nell'ottica aziendale, traducendo le loro conoscenze dalla teoria alla pratica e per l'impresa è un notevole sforzo, economico e di risorse umane.

Cosa significa essere imprenditori oggi ed esserlo in Umbria? Ci dica la sua sul panorama imprenditoriale regionale.

Vivere in Umbria significa vivere in una regione dove ancora ci sono dei valori, dove c'è contato umano e con la natura. L'assenza di grandi città fatte di cemento, dove tutto è programmato e standardizzato, lascia spazio all'uomo in quanto tale.
Essere imprenditori in Umbria è un po' più difficile perché la regione è decentrata rispetto alle grosse realtà industriali ed economiche del nord Italia e del centro Europa, anche se con i mezzi di comunicazione attuali, sia reali che virtuali, alcune delle difficoltà di una volta possono essere facilmente superate; ritengo, pertanto, che sia una fortuna vivere in questa zona. All'interno dell'azienda, credo, che si possano creare dei rapporti più profondi sia dal punto di vista umano che professionale e questo è costruttivo per le persone e per le attività.

A livello sia personale che aziendale, qual è il suo rapporto con Internet?

Il mio rapporto personale con il PC è molto recente ed ancora moderato; l'azienda ne fa un largo uso per quanto riguarda la comunicazione, abbattendo così tante barriere e soprattutto snellendo vistosamente il lavoro. Per una azienda Internet è una di quelle 'invenzioni' non quantificabili anche a livello economico...è eccezionale!

(21 febbraio 2001)