Come gestire Débit et crédit: definizione e utilità per le organizzazioni del terzo settore

Come gestire Débit et crédit: definizione e utilità per le organizzazioni del terzo settore

Nel panorama economico odierno, la corretta gestione di debiti e crediti rappresenta un elemento cruciale anche per le organizzazioni del terzo settore, che pur avendo natura non lucrativa, devono mantenere un equilibrio finanziario per perseguire efficacemente la propria missione sociale. La complessità di questa gestione si è accentuata con l'introduzione del principio contabile OIC 35 e del Decreto ministeriale 5 marzo 2020, che hanno definito un quadro normativo specifico per gli Enti del Terzo Settore (ETS).

Fondamenti di debito e credito per il terzo settore

Definizione di debito e credito nel contesto non profit

Nel contesto delle organizzazioni non profit, i concetti di debito e credito assumono caratteristiche peculiari che li distinguono dal mondo profit. Il debito rappresenta le obbligazioni che l'ente ha verso terzi, mentre il credito identifica le somme che l'organizzazione ha diritto di ricevere. Ciò che caratterizza questi flussi nel terzo settore è la presenza significativa di transazioni non sinallagmatiche, ovvero operazioni che non prevedono una controprestazione diretta, come donazioni o contributi volontari. Secondo il principio contabile OIC 35, queste transazioni richiedono un trattamento contabile specifico, con distinzione tra erogazioni vincolate ed erogazioni condizionate, influenzando in modo determinante la struttura del bilancio d'esercizio.

Impatto delle operazioni finanziarie sul bilancio delle organizzazioni

Le operazioni finanziarie degli ETS si riflettono sul bilancio in modo distintivo rispetto alle imprese commerciali. Il rendiconto gestionale, elemento centrale del bilancio, deve rappresentare fedelmente sia i flussi economici tradizionali sia le componenti figurative, come il valore delle attività di volontariato, che possono essere iscritte al fair value. La gestione del patrimonio netto assume particolare rilevanza, soprattutto in presenza di risorse vincolate destinate a specifici progetti o attività. La continua valutazione della continuità aziendale, intesa come capacità dell'ente di svolgere la propria attività per almeno 12 mesi dalla data di riferimento del bilancio, diventa un elemento chiave nella gestione finanziaria complessiva.

Registrazione e monitoraggio delle scritture contabili

Tecniche di registrazione per la gestione ottimale

Una corretta registrazione delle scritture contabili rappresenta il fondamento di una gestione finanziaria sana per gli ETS. Le tecniche di registrazione devono rispettare le peculiarità del settore, tenendo conto della natura non lucrativa delle organizzazioni. Per le erogazioni vincolate, il principio contabile prevede la rilevazione come accantonamenti e riserve vincolate nel patrimonio netto, mentre le erogazioni condizionate trovano contropartita nei debiti, con successivo rilascio al rendiconto gestionale al venir meno della condizione. Questo approccio consente di monitorare efficacemente l'utilizzo delle risorse in conformità con gli scopi statutari e i vincoli imposti dai donatori, garantendo trasparenza verso tutti gli stakeholder.

Strumenti digitali per il controllo delle operazioni finanziarie

La digitalizzazione ha rivoluzionato anche la gestione contabile nel terzo settore. Software dedicati permettono oggi un monitoraggio in tempo reale delle transazioni finanziarie, facilitando la predisposizione del bilancio d'esercizio secondo le normative vigenti. Strumenti come VERIF!CO Freemium offrono soluzioni specifiche per gli ETS, consentendo di gestire con precisione le diverse tipologie di transazioni non sinallagmatiche e di produrre reportistica conforme al decreto ministeriale del 5 marzo 2020. La digitalizzazione facilita inoltre la gestione della relazione di missione, documento essenziale che illustra le finalità dell'ente e le attività svolte per il perseguimento delle finalità statutarie.

Strategie di gestione del debito per la stabilità finanziaria

Prevenzione dell'indebitamento eccessivo nelle organizzazioni

La gestione prudente del debito è fondamentale per garantire la sostenibilità economica degli ETS. A differenza delle imprese commerciali, gli enti del terzo settore spesso dipendono da flussi di finanziamento non costanti e prevedibili, rendendo ancora più critica la pianificazione finanziaria. Una strategia efficace prevede l'attento monitoraggio del rapporto tra debiti e patrimonio netto, evitando situazioni di squilibrio che potrebbero compromettere la capacità dell'organizzazione di perseguire la propria missione. Gli ETS devono inoltre considerare con particolare attenzione la gestione delle erogazioni condizionate, che rappresentano debiti potenziali fino al soddisfacimento delle condizioni imposte dal donatore.

Pianificazione finanziaria sostenibile per il lungo termine

Per garantire la continuità aziendale, gli ETS devono adottare una pianificazione finanziaria che consideri sia le esigenze immediate sia gli obiettivi a lungo termine. Questo richiede una valutazione realistica delle fonti di finanziamento disponibili, incluse quote associative, donazioni e contributi pubblici, nonché la diversificazione delle entrate per ridurre la dipendenza da singole fonti. La predisposizione di bilanci previsionali pluriennali, integrati con la pianificazione strategica dell'organizzazione, consente di anticipare possibili difficoltà finanziarie e di adottare tempestivamente misure correttive. Il principio di prudenza deve guidare queste valutazioni, considerando anche scenari sfavorevoli nella stima delle risorse future.

Ottimizzazione della gestione del credito nelle realtà non profit

Procedure efficaci per il recupero crediti

Anche gli enti non profit devono gestire i propri crediti con efficienza, pur mantenendo un approccio coerente con i valori che li caratterizzano. Le procedure di recupero crediti devono essere formalizzate e rispettose delle relazioni con donatori, finanziatori e beneficiari. È fondamentale stabilire tempistiche chiare per il monitoraggio e il sollecito, differenziando le strategie in base alla tipologia di creditore e alla natura del credito. Nel caso di contributi pubblici, particolarmente rilevanti per molti ETS, è essenziale conoscere le procedure amministrative per accelerare l'erogazione e prevenire ritardi che potrebbero compromettere la liquidità dell'organizzazione.

Integrazione del conto bancario nel sistema di gestione finanziaria

Il conto bancario rappresenta lo strumento operativo centrale nella gestione finanziaria degli ETS. La scelta di soluzioni bancarie adeguate alle specificità del terzo settore può generare significativi vantaggi in termini di costi e funzionalità. È importante selezionare conti che offrano condizioni vantaggiose per le organizzazioni non profit, con particolare attenzione alle commissioni sulle donazioni e sui bonifici. L'integrazione del conto bancario con i software di gestione contabile consente di automatizzare la registrazione delle transazioni, riducendo gli errori e facilitando la riconciliazione. Questa integrazione diventa particolarmente preziosa in fase di redazione del bilancio comparativo e nell'applicazione delle diverse modalità di contabilizzazione previste per la prima applicazione del principio OIC 35.

Applicazione del principio OIC 35 nella gestione economica

La gestione economica degli Enti del Terzo Settore (ETS) richiede una particolare attenzione all'applicazione del principio contabile OIC 35, introdotto per rispondere alle specificità di queste organizzazioni. Gli ETS devono predisporre il bilancio d'esercizio seguendo le disposizioni del decreto ministeriale del 5 marzo 2020, che tiene conto della loro natura non lucrativa.

Questo principio contabile si applica principalmente agli enti che non svolgono attività d'impresa commerciale come attività principale. La corretta implementazione dell'OIC 35 consente agli ETS di rappresentare adeguatamente la propria situazione patrimoniale ed economica, garantendo trasparenza nei confronti degli stakeholder, specialmente coloro che forniscono risorse senza aspettative di ritorno economico.

Una peculiarità importante riguarda il postulato della continuità aziendale, che nel caso degli ETS si basa sulla capacità dell'organizzazione di proseguire la propria attività per almeno 12 mesi dalla data di riferimento del bilancio, considerando la specifica missione sociale piuttosto che obiettivi di profitto.

Gestione delle transazioni non sinallagmatiche e delle erogazioni

Le transazioni non sinallagmatiche, ovvero quelle prive di controprestazione equivalente, rappresentano una parte significativa delle operazioni economiche degli ETS. Il principio OIC 35 stabilisce criteri specifici per la loro contabilizzazione, distinguendo tra erogazioni vincolate ed erogazioni condizionate.

Per le erogazioni vincolate, soggette a restrizioni nell'utilizzo ma senza obbligo di restituzione, il principio prevede la rilevazione come accantonamenti e la creazione di riserve vincolate nel patrimonio netto. Questo approccio consente di tracciare chiaramente i fondi destinati a scopi specifici e garantire il rispetto della volontà dei donatori.

Differente è il trattamento delle erogazioni condizionate, che trovano contropartita nei debiti del rendiconto gestionale. Questi debiti verranno successivamente rilasciati al venir meno della condizione. La corretta gestione di queste poste contabili è fondamentale per garantire la trasparenza del bilancio d'esercizio e rispettare gli obblighi assunti verso i finanziatori.

Valorizzazione dei componenti figurativi e attività di volontariato

Un aspetto innovativo del principio OIC 35 riguarda la possibilità di dare visibilità contabile ai componenti figurativi, in particolare alle attività prestate dai volontari. Queste possono essere iscritte al fair value in calce al rendiconto gestionale, con dettagli esplicativi nella relazione di missione.

La valorizzazione del lavoro volontario rappresenta un riconoscimento dell'importanza di questo apporto per gli ETS, consentendo di quantificare e rendere visibile un contributo altrimenti non rappresentato nelle scritture contabili tradizionali. Questa pratica migliora la comprensione dell'effettivo valore generato dall'organizzazione e delle risorse complessivamente impiegate per il raggiungimento della missione sociale.

Per quanto riguarda la prima applicazione del principio, gli ETS possono scegliere tra tre modalità: retrospettiva piena, retrospettiva parziale o applicazione prospettica. Per il bilancio chiuso o in corso al 31 dicembre 2021, è stata prevista la facoltà di non presentare il bilancio comparativo 2020 e, in caso di applicazione prospettica, di non rilevare al fair value le transazioni non sinallagmatiche del 2021 quando la stima risulti eccessivamente onerosa.